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Il Cunto di Riccardo III
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Regia e Interpretazione
Francesco Mazza e Gianni Lamanna
marionette
Antonio Colavitti
burattini e luci
Barbara Baldessari
Oggetti Scenici
Eugenio Zanon
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Il Cunto di Riccardo Terzo è uno spettacolo che nasce nella Casa
Circondariale di San Vittore.
Al settore Penale abbiamo lavorato con Nino, un attore detenuto calabrese
che faceva parte del nostro gruppo di lavoro, su Riccardo III e la guerra
delle due rose.
La nostra ricerca ci ha condotto a il “cunto” di un cantastorie
che parla del proprio vissuto e paragona la guerra delle due rose alle
faide delle “famiglie” calabresi e siciliane. La storia è
stata ispirata dalla forte personalità di Nino, che si riconosceva
in un passato dello stesso travaglio del personaggio di Riccardo III.
Il detenuto attore con molto coraggio accettò di ripercorrere attraverso
la mediazione del cantastorie questo "viaggio".
La tecnica narrativa che si rifà, per ovvie ragioni, al teatro
povero di grotowskiana memoria, ci conduce attraverso il giullare narratore
al giullare drammatizzante e quindi al cantastorie, che si fa carico da
solo di restituire la totalità drammatica con l’ausilio di
burattini, marionette, una chitarra, piccoli strumenti sonori ed elementi
scenici fortemente simbolici. Così l’essere affabulatore
si fa anche attore rappresentativo.
In questo contesto, la recitazione non può esprimersi che per ciò
che è: una operazione artificiale, ovvero simbolica, che pretende
credito non tanto in virtù della verosimiglianza , ma per coerenza
dei segni che mette in gioco.
Fra i testi che compongono il dramma, oltre naturalmente al Riccardo III
di Shakespeare, ve ne sono alcuni di poeti siciliani del 500 come Antonio
Veneziano e Giovanni Meli, mentre il prologo, i versi in rima del cantastorie,
l’epilogo e l’esodo sono dello stesso Nino.
Oggi la ripresa di questo spettacolo, vuole essere una testimonianza di
un lavoro che non vada perso e che con la sua visibilità venga
riconosciuta anche la profonda e sincera poesia di Nino.
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