SCUOLA DI TEATRO Diretta da Francesco Mazza

Dal 25 al 27 Gennaio 2008

Argómm Teatro

MINOTAURO

Liberamente ispirato al
Minotauro di Friedrich Dürrenmatt

Con: Francesco Mazza, Edy Quaggio

Testi originali: Edy Quaggio
Collaborazione artistica: Soraya Perez, Alessandra Serra

Foto: Eli Puglisi, Andrea Falchi

Adattamento e Regia: Francesco Mazza

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Tutti i diversi sono diversi agli occhi del normale e tutti i normali sono diversi agli occhi del diverso.
Il giudicare la diversità racchiude nel profondo dell'essere una negatività.
Siamo tutti dei diversi.
Possiamo solamente intuire, percepire, immaginare vagamente l'essenza del diverso; ma solamente cercando, conoscendo e forse accettando la nostra stessa diversità, potremo avvicinarci a capire, condividere, consumare l'essere.
Erigiamo steccati e muri per proteggerci gli uni dagli altri, entrambi senza accorgerci che la materia di questi muri è costituita da specchi, che riflettono all'infinito nient'altro che noi stessi, nascondendoci chi sta dall'altra parte.

Minotauro nasce dalla necessità di scrutare la diversità in tutte le sue angolazioni e sfaccettature.
Una scena quasi vuota: il labirinto, archetipo di un inconscio con cui confrontarsi; incontrare l'altro, il mostro, scoprire qualcosa della vita e dell'amore, perdersi nell'assoluto del fatale già segnato.
Solo pochi oggetti, due corridoi di luce, due attori che con l'uso del corpo, della parola e del canto, restituiscono una forma arcaica di ritualità, che attinge alla tradizione degli albanesi di Calabria, arbëreshe, ed è legata agli eventi dell'uomo.
Nella sacralità del rito di amore e morte, il mistero rimane mistero. Ogni gesto, ogni sguardo, è intriso di una domanda che, nell'impossibilità di una definitiva soluzione, diviene il vortice che costituisce la vita. Di nuovo, il labirinto.

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