SCUOLA DI TEATRO Diretta da Francesco Mazza

Dal 15 al 17 Gennaio 2010

Argómm Teatro

Angelina Beloff

spettacolo tratto da "Caro Diego ti abbraccia Quiela" di Elena Poniatowska

Con: Barbara Baldessari

Regia: Francesco Mazza

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L'espressione artistica delle donne è stata per molto tempo negata o poco visibile. Tra la moltuetudine di scrittori, poeti, compositori, pittori, musicisti, scultori che hanno attraversato i secoli, pochissime sono le donne che hanno potuto guadagnarsi un piccolo spazio nella storia dell'arte. Spesso citate nella categoria "minore", queste figure rimangono inosservate, ignorate dagli studenti, dai professori e dal pubblico più vasto, come se la loro "arte" valesse meno di quella dei loro ben più illustri colleghi. Non si può certo negare che, oggi, molte donne emergono nel panorama artistico internazionale, ma è pur sempre vero che la loro strada è sempre accidentata e tortuosa. Che molto spesso il talento ed il valore delle loro opere si è imposto con considerevoli sforzi, grazie ad una ferrea tenacia e testarda determinazione.

Questo spettacolo oltre agli aspetti umani, vuole mettere il evidenza queste difficoltà ancora oggi, oggettive e resistenti, come una sorta di "diritto all'arte negato". Il testo orginale è composto da dodici lettere che la Poniatowska immagina abbia spedito Angelina a Diego Rivera ritornato in Messico.

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Angelina si sente svanire.
Angelina avverte un dolore fortissimo nel petto,
ogni volta che pensa al suo uomo, e al suo bambino.
Angelina aspetta, e aspetta ancora.
Ma il suo Diego se ne è andato lontano, e non la manda a chiamare.
E il suo bambino è morto.
Angelina è un artista, ma non riesce più a dipingere.
Non vuole, non può. Non ne ha più la forza.
Angelina può solo contare le ore dell'assenza di Diego.
...«Se non mi mandi a prendere,
non perdo solo te ma anche me stessa
e tutto quello che avrei potuto essere!»..
Eppure, Angelina, non lo sai che
l'amore non può essere forzato dalla compassione?
Ma no, Angelina non lo sa.
E poi, nessuna donna lo può sapere,
se non ha ancora perso l'innocenza del cuore.

Isabella Cioni